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Fahrenheit – Da Genga a Daje Marche – ore 15.00 del 08/11/2016

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Di seguito i link al sito della trasmissione RAI3 Fahrenheit dedicati al terremoto

Fahrenheit – Come ricostruire? – ore 15.00 del 21/12/2016
Fahrenheit – A chi appartiene l’arte? – ore 15.00 del 14/12/2016
Fahrenheit – Terremoto: un mese dopo – ore 15.00 del 30/11/2016
Fahrenheit – Terremoti e altri imprevisti – ore 15.00 del 09/11/2016
Fahrenheit – Da Genga a Daje Marche – ore 15.00 del 08/11/2016
Fahrenheit – Salviamo l’arte – ore 15.00 del 07/11/2016
Fahrenheit – Dall’alluvione di Firenze al terremoto: i nuovi angeli – ore 15.00 del 04/11/2016
Fahrenheit -Raccontare il terremoto: la storia e le storie de i luoghi colpiti – ore 15.00 del 03/11/2016
Fahrenheit – Raccontare, nominare i luoghi del terremoto – ore 15.00 del 02/11/2016
Fahrenheit – Il racconto dei luoghi del terremoto – ore 15.00 del 01/11/2016
Fahrenheit – La terra trema ancora – ore 15.00 del 31/10/2016
Fahrenheit – E la terra trema – ore 15.00 del 27/10/2016

Articolo di Gianfranco Pagliarulo su PATRIA INDIPENDENTE

  Anpi Marche con Erasmo Olivieri e altre 49 persone 29 novembre 2016 ·

“Svegliarsi il 5 dicembre con la vittoria del no sarebbe come un’altra scossa 6.5 per il nostro territorio perché l’instabilità politica che si creerebbe sarebbe un duro colpo”
Angelo Sciapichetti, assessore regionale alla protezione civile e politiche per la montagna e aree interne.
fonte: Cronache Maceratesi 28.11.16 h. 22.49

Semplicemente amarezza e dispiacere; per il fatto che chi dovrebbe servire le Istituzioni con onore, come prevede la Costituzione, si trovi ad utilizzare un linguaggio che per tutti i cittadini marchigiani evoca tragedia, orrore e lutto. Le Marche si trovano a vivere la prova più difficile dalla seconda guerra mondiale ad oggi. La dialettica politica, pur aspra, non può travalicare i limiti, andando a sollecitare i nervi scoperti di decine di migliaia di persone.
L’Anpi Marche ha condotto la campagna referendaria con correttezza e lealtà, nel merito delle questioni. Nelle settimane scorse, nei luoghi del sisma, i nostri militanti hanno messo via i volantini e hanno imbracciato coperte da portare a chi aveva perso tutto. Abbiamo iscritti e dirigenti sfollati sulla costa, sedi non più utilizzabili.
Ci sentiamo offesi come marchigiani dalle espressioni usate.

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