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25 APRILE 2021

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IMMAGINI E VIDEO DELLA CERIMONIA PRESSO IL MONUMENTO DELLA RESISTENZA DI MACERATA

L’anno scorso nel celebrare il 25 Aprile eravamo tutt* coscienti di vivere una situazione unica e i sentimenti prevalenti erano il timore delle conseguenze e la moderata fiducia che “tutti a casa” ci avrebbe aiutato a superare una situazione difficilissima.

Ci dicevamo: “andrà tutto bene” e “niente sarà più come prima”.

Aprivamo la pagina del sito provinciale con le stesse parole con cui apriamo anche quest’anno:

  

che accompagnamo con le struggenti note di Paolo Fresu PER LE VITTIME DELLA PANDEMIA

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Testo letto nel corso della Cerimonia presso il Monumento della Resistenza di Macerata

Un saluto alle autorità presenti e un pensiero commosso alle famiglie delle migliaia di persone, innocenti, colpite dal coronavirus, ieri i morti erano 119.021 e gli infettati 3.949.517 solo in Italia. 

Insieme ricordiamo a noi stessi l’impegno e la riconoscenza che dobbiamo a quanti si sono adoperati per lenire le conseguenze della pandemia in modo da non disperdere il senso e la sostanza del loro sacrificio.

Viviamo una situazione in cui si incomincia ad intravedere l’uscita “dall’incubo della pandemia” ma al tempo stesso constatiamo una perdurante lentezza nelle vaccinazioni che genera stanchezza e rabbia.

La pandemia sta evidenziando come gran parte delle politiche economiche e sociali adottate fino ad oggi abbiano aggravato i suoi effetti: definanziamento della politica sanitaria, negazione della moratoria temporanea dei brevetti sui vaccini, destrutturazione delle politiche del lavoro, frammentazione delle tutele sociali, mancanza di programmazione nelle strategie industriali e di tutela ambientale, politiche migratorie sempre più restrittive e progressiva dismissione delle azioni di soccorso. Solo due giorni fa si è verificata l’ennesima tragedia in mare con centinaia di morti. L’ennesima colpevole omissione di soccorso da parte del nostro paese e dell’Europa. Mentre c’è chi non si fa scrupolo di insultare chi esprime sgomento ed orrore.

In un simile contesto ripensare ai 76 anni che ci separano dal 25 aprile 1945 ci aiuta a ricordare che pur tra grandi contraddizioni (stragi fasciste e mafiose, terrorismo, criminalità e malaffare) l’Italia ha potuto difendere e in alcuni casi sviluppare ciò che era stato conquistato a caro prezzo dagli antifascisti e dai partigiani con la Resistenza. Nei momenti più bui della nostra storia postbellica la grande maggioranza degli italiani si è riconosciuta in quell’esperienza fondativa e lo ha fatto recuperando lo spirito della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e della nostra Carta Costituzionale che aveva contraddistinto in particolare in Europa la ricostruzione nel dopoguerra. Oggi la pandemia ci pone di fronte a scelte estremamente difficili per preservare la nostra democrazia e civiltà: cessare la corsa al riarmo, rovesciare politiche economiche ed industriali indifferenti alle conseguenze sull’ambiente e causa di migrazioni di massa, bloccare la caduta delle tutele dei diritti dei più deboli e la marginalizzazione degli organismi internazionali preposti a garantirli.

Dimenticare i costi umani pagati e lasciare ancora una volta che prevalgano interessi economici immediati sulla primaria tutela della salute sperando che la buona stella ci permetta di contenere le vittime o peggio ancora immaginando cinicamente che altre morti siano da considerare inevitabili non ci aiuterà.

Occorre avviare misure capaci di reperire le risorse necessarie per sostenere chi è restato senza tutele o chi è più colpito dalla pandemia e dalle misure introdotte per il suo contenimento da affiancare alle risorse del Recovery Found per gli investimenti e la rinascita.

Preoccupa la riproposizione di atteggiamenti politici ed istituzionali che relativizzano il richiamo di medici, tecnici e scienziati che ci avvertono dei pericoli insiti nell’allentamento delle misure di sicurezza quando ancora non è stata raggiunta una sufficiente copertura vaccinale.

Nemmeno ci meraviglia che ci sia chi non si accorge di quanto sia poco appropriato, se non fosse drammatico, paragonare la Liberazione del 25 aprile 45 con il libera tutti del 26 aprile 2021 o che chi, per dovere istituzionale, dovrebbe preoccuparsi della trasmissione dei valori fondanti la nostra Repubblica per la formazione delle nuove generazioni tenta invece di negare il valore  della Lotta di Liberazione contro i fascisti assassini e torturatori, ignorando che furono proprio i partigiani, qui nel nostro territorio, che si preoccuparono nei giorni immediatamente precedenti la liberazione delle nostre città, di tutelare la vita dei fascisti e delle loro famiglie che non si erano macchiati di crimini odiosi, mentre i gerarchi fascisti fecero come il Re e Badoglio che si preoccuparono solo di salvare se stessi abbandonando i subalterni al loro destino, come ci ricorda Mario Fattorini presidente del CLN di Macerata nel suo “Memoriale”.

Non ci meraviglia perché i partigiani ci hanno sempre ricordato  che oltre a trovare la forza per fare fronte agli esiti catastrofici della dittatura fascista, della guerra di conquista e della occupazione del nostro paese da parte dei nazisti, dare vita e vigore alla Resistenza ed essere protagonisti insieme ad ampie fasce popolari e alle loro organizzazioni politiche e sindacali della rinascita del paese dovettero fin da subito fare i conti con quanti cercarono in ogni modo di nascondere le gravissime colpe del fascismo e della monarchia, esortandoci alla più ampia apertura e collaborazione nei confronti di tutti e al tempo stesso a mantenere ben saldo lo steccato verso tutte le molteplici metamorfosi del fascismo.

Un insegnamento e una pratica preziosa che ogni 25 aprile si rinnova e ci sollecita all’impegno per il superamento dell’iniqua disuguaglianza che la pandemia rende più pesante delle precedenti crisi del 2008 e del 2011 ed a proseguire nell’attuazione della Costituzione che ha sempre dimostrato di saper orientare un Paese in rapido cambiamento.

Un dovere patriottico in quanto antifascista e quindi egualitario socialmente, libertario culturalmente, istituzionalmente pluralista e rappresentativo.

Come sempre ci saranno d’aiuto l’esempio e le voci delle partigiane e dei partigiani che ci chiamano all’impegno con le loro testimonianze raccolte nel “Memoriale della Resistenza italiana” che da qualche giorno è accessibile a tutti.

Buon 25 aprile Viva

La Resistenza,

Viva la Lotta di Liberazione,

Viva le Partigiane ed i partigiani

Leggi L’ORDINE DEL GIORNO APPROVATO DAL COMITATO NAZIONALE DEL 26/3/2021

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